Comunità Energetica: quanto conviene alle imprese?

a cura di Antonella Sapone

Founder of ASAP Energy & Business Lab

Guida pratica ai vantaggi economici delle CER per le aziende

Una delle domande che riceviamo più spesso dalle aziende è molto semplice:

“Entrare in una Comunità Energetica conviene davvero?”

La risposta è sì, tuttavia con una precisazione importante.

Non esiste una cifra valida per tutte le imprese.

Ogni Comunità Energetica è diversa e i benefici economici dipendono da numerosi fattori, tra cui i consumi dell’azienda, la produzione di energia rinnovabile, gli orari di utilizzo dell’energia e la configurazione della Comunità stessa.

Per questo motivo, prima di parlare di numeri, è fondamentale capire da dove nasce il valore economico di una CER.

Da cosa dipende il guadagno di un’impresa?

Una Comunità Energetica non genera un “guadagno fisso”.

I benefici economici dipendono principalmente da cinque elementi.

1. I consumi dell’azienda

Più un’azienda consuma energia nelle ore in cui gli impianti della CER producono elettricità, maggiore sarà la quota di energia condivisa e, di conseguenza, il beneficio economico. Per questo motivo è importante analizzare il profilo di consumo dell’impresa prima di aderire a una Comunità Energetica.

2. La produzione degli impianti

La quantità di energia prodotta dagli impianti rinnovabili presenti nella CER influenza direttamente il valore economico generato. Inoltre, un corretto dimensionamento degli impianti è essenziale per massimizzare i benefici.

3. L’energia condivisa

L’incentivo riconosciuto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) si applica all’energia prodotta e consumata contemporaneamente dai membri della Comunità; Maggiore è la quota di energia condivisa, maggiore sarà quindi il valore economico complessivo.

4. Il numero dei partecipanti

Una Comunità Energetica ben progettata bilancia produttori e consumatori. L’obiettivo non pertanto è avere il maggior numero possibile di aderenti, ma creare una configurazione equilibrata che favorisca la condivisione dell’energia.

5. Le regole interne della CER

Ogni Comunità Energetica definisce, attraverso il proprio Statuto e Regolamento, come distribuire gli incentivi e gli altri benefici economici tra i partecipanti.

Quali benefici economici può ottenere un’impresa?

Entrare in una CER significa poter beneficiare di diversi vantaggi.

Riduzione dei costi energetici :L’autoconsumo e la condivisione dell’energia consentono di valorizzare meglio l’energia prodotta localmente.

Incentivi sull’energia condivisa: Il GSE riconosce una tariffa incentivante sull’energia condivisa secondo quanto previsto dal Decreto CER del 24 gennaio 2024.

Maggiore stabilità nel lungo periodo: Una maggiore quota di energia rinnovabile locale può contribuire a ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato elettrico, migliorando la prevedibilità dei costi energetici. È quindi importante precisare che la partecipazione a una CER non elimina la dipendenza dai prezzi dell’energia, ma tuttavia può attenuarne gli effetti grazie a una migliore valorizzazione dell’energia condivisa.

Maggiore competitività: Ridurre il costo dell’energia significa liberare risorse che possono essere investite, ad esempio, nello sviluppo dell’impresa.

Miglioramento della sostenibilità : Partecipare a una Comunità Energetica contribuisce agli obiettivi ESG e rafforza l’immagine aziendale nei confronti di clienti, partner e investitori.

È possibile stimare quanto può guadagnare un’impresa?

Sì, attraverso uno studio di fattibilità; Per questo motivo, per ottenere una stima attendibile è necessario analizzare:

  • consumi annuali;
  • curve orarie di prelievo;
  • potenza impegnata;
  • impianti esistenti;
  • potenziale fotovoltaico;
  • produzione attesa;
  • energia condivisa;
  • configurazione della CER.

Solo dopo questa analisi è possibile simulare i benefici economici.

Attenzione alle promesse troppo ottimistiche

Negli ultimi mesi sono circolate numerose stime che promettono guadagni elevati semplicemente aderendo a una Comunità Energetica. In realtà non esiste una cifra valida per tutti. Di fatto ogni progetto deve essere valutato sulla base di dati reali.

Diffida di chi promette risultati senza aver analizzato i consumi, le caratteristiche dell’impianto e la configurazione della Comunità.

Un esempio pratico

Immaginiamo una PMI manifatturiera che consuma energia prevalentemente durante il giorno.

Entrando in una CER ben progettata, l’azienda può:

  • valorizzare maggiormente l’energia rinnovabile disponibile;
  • beneficiare degli incentivi sull’energia condivisa;
  • migliorare la sostenibilità del proprio modello energetico;
  • ridurre nel tempo il costo medio dell’energia.

L’entità del beneficio dipenderà sempre dai dati reali dell’azienda e dalla configurazione della Comunità.

L’analisi di ASAP

La domanda corretta non è:

“Quanto si guadagna con una CER?”

Ma piuttosto:

“Quanto può generare valore una CER per la mia impresa?”

La risposta richiede un’analisi tecnica, economica e territoriale.

Dalla teoria ai numeri

Comprendere il funzionamento economico di una CER è il primo passo. Il secondo è analizzare i dati reali della propria impresa.

Attraverso ASAP Education Lab proponiamo incontri formativi dedicati alle Comunità Energetiche, per supportare imprese e territori nelle loro scelte.

Vuoi capire se una Comunità Energetica può essere conveniente per la tua azienda? Contattaci per una prima analisi conoscitiva.

Fonti


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